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Diario
13 aprile 2006
Dati Senato Decimomannu
| Senato |
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| Udeur |
50 |
| Rifondazione comunista |
355 |
| Margherita |
921 |
| Pensionati |
35 |
| Rosa nel Pugno |
72 |
| Italia dei Valori |
109 |
| Verdi-PdCi-Consumatori |
143 |
| DS |
582 |
| Sardigna Natzione |
38 |
| Psd'Az |
38 |
| IRS-Indipendentzia |
45 |
| Forza Italia |
888 |
| UDC |
209 |
| Alleanza Nazionale |
525 |
| MS-Fiamma Tricolore |
16 |
| DC-Nuovo PSI |
20 |
| Partito Repubblicano |
3 |
| Alternativa Sociale |
36 | Questi sono i dati dello scrutinio del Senato nel Comune di Decimomannu, in occasione delle elezioni politiche del 9 aprile. La crescita di RC è notevole, nettamente superiore al dato del Senato del 2001.
| inviato da il 13/4/2006 alle 23:7 | |
13 aprile 2006
Rifondazione al 7,4%: Fotografia di un successo guadagnato nelle città e nelle piazze
Oggi, alle 13,30, la direzione di Rifondazione Comunista si riunirà per analizzare i risultati delle elezioni. Sul tavolo ci sarà il 7, 4% ottenuto al Senato e il 5, 8% alla Camera, ottime basi per la discussione.
Nella vittoria di misura dell’Unione un elemento è infatti evidente e innegabile: lo straordinario successo del Prc. Aumentate ovunque le percentuali di voto nei seggi, quasi raddoppiate in molti casi, Rifondazione è stata la la lista che più ha guadagnato in termini di scranni in parlamento: 52 in più rispetto al 2001. Va beh che con la nuova legge elettorale il paragone è improprio, ma passare da 12 deputati di inizio legislatura a 41 e da 4 senatori a 27 può tranquillamente essere etichettato come un “boom”. Con delle particolarità che meritano una sottolineatura, come la Basilicata che per la prima volta nella storia elegge un senatore, anzi una senatrice, Anna Maria Palermo. O come la Sardegna, dove lo scarto rispetto a 5 anni fa è superiore al 100%: 8,2 contro 4%.
Leggendo le tabelle del Viminale non si incontra un segno meno nel gioco delle differenze con il 2001. Il Prc cresce ovunque, dal Piemonte con il suo 8, 1% alle isole dove dal 5, 1% passa al 7, 4% (5, 2% a Palermo): ««In Sicilia per la prima volta nella storia del partito avremo 2 senatori e 2 deputati - dice Rosario Rappa, segretario regionale in Sicilia - Siamo il terzo partito del centrosinistra e cresciamo sia rispetto alle precedenti politiche ed europee». Come già scritto ieri, sono le zone del paese dove il Prc ha affiancato le lotte sociali e di lavoro a premiare dirigenti e militanti. Oltre alla già citata Val di Susa, una menzione a parte la meritano i campani Pomigliano d’Arco e Acerra, il primo perché luogo dove i dipendenti Fiat hanno in più riprese combattuto le decisioni dell’azienda, il secondo per la lotta cittadina, vinta, contro l’inceneritore. Ebbene, qua Rifondazione ha ottenuto rispettivamente il 16, 3% e il 14%. Il capoluogo di regione, Napoli, non è comunque da meno con il suo 9,7%: «E’ la dimostrazione che è possibile interpretare il ruolo di governo in forte connessione con le lotte sociali, che è quello che abbiamo fatto in questi anni a Napoli - è l’analisi del segretario provinciale Peppe De Cristofaro - è il caso della vertenza dell’acqua che ha visto il nostro partito impegnarsi insieme a tante realtà sociali e politiche fino all’importante vittoria». E ad aggiungere un altro record, arriva il neo deputato (campano) del Prc, Gennaro Migliore: «Abbiamo raggiunto, eleggendo 3 senatori e 4 deputati il massimo storico della rappresentanza nella nostra regione».
Iscrizione in questo particolarissimo guinness dei primati anche per Bologna dove i numeri sono 5, 35 alla Camera e 6, 5% al Senato, quasi 31mila voti in tutto, il triplo delle regionali del 2005 e «miglior risultato dal 1998, anno della scissione» con quelli che ora sono i Comunisti italiani, sottolinea in una nota Tiziano Loreti, segretario provinciale. Un risultato riconosciuto anche dal sindaco Sergio Cofferati e riconducibile anch’esso, secondo Loreti, alla vicinanza alle problematiche della società bolognese: «Eravamo nelle lotte dei metalmeccanici, in quella per il ripristino dei vecchi orari della biblioteca di Sala Borsa, nelle iniziative con i precari di Iperbole, Seribo e assieme agli insegnanti e agli studenti per il mantenimento dei corsi professionali alle scuole Aldini».
L’ufficio elettorale di viale del Policlinico, alle prese in queste ore con le centinaia di dati che arrivano dai seggi, nota subito un altro elemento: nelle aree metropolitane i risultati sono stati straordinari. Nelle grandi città e nelle zone limitrofe il Prc ha fatto passi da gigante, tanto che in molti casi si posiziona come secondo partito dell’Unione, sorpassando la Margherita. E’ successo a Roma, con il 9, 4% di preferenze al Senato (7, 9% alla Camera): «Nella nostra amministrazione stiamo combattendo varie battaglie che vanno dal diritto all’abitazione a quello di un lavoro stabile. Evidentemente i cittadini romani hanno apprezzato questo impegno» commenta Adriana Spera, consigliere del Prc nella giunta Veltroni. Margherita sorpassata anche in diverse città del centro, dove il risultato è quasi sempre a 2 cifre. Qualche esempio: Livorno supera il 18%, Firenze l’11%, Pisa il 12%, Perugia e Lucca il 10%. Ad Arezzo, dove il Prc ha avuto un ruolo da protagonista nella denuncia di Variantopoli che ha fatto cadere il sindaco di Forza Italia Luigi Lucherini, le urne hanno assegnato un ottimo 10,5%: «Siamo andati avanti in voti e in percentuali e lo straordinario risultato al Senato dimostra le immense possibilità di crescita che la proposta politica del nostro partito ha in città» riflette Alfio Nicotra, capogruppo uscente del Prc aretino. A Torino e Genova Rifondazione si è guadagnata il 9, 3% delle preferenze, a Milano l’8, 4%. Non male in due regioni (Lombardia e Piemonte) in mano alla destra: «Se qualcuno può dirsi soddisfatto siamo noi - scrive in un comunicato stampa Ezio Locatelli, segretario regionale lombardo - e il risultato appare particolarmente significativo se consideriamo il quadro di una regione in cui il centrodestra partiva assolutamente in vantaggio».
Scendi lo stivale e arrivi in Puglia, governata da Nichi Vendola, uno dei fondatori di Rifondazione. A livello regionale il centro-sinistra non ha vinto, ma ha sicuramente migliorato rispetto al 2001 (e il Prc è al 6,6%): «E’ un dato molto bello, comunque questa era la prima volta che non ero candidato io forse per questo il partito è andato molto bene» scherza Vendola che poi si fa serio nel respingere l’ipotesi che il voto sia stato un referendum sulla giunta regionale: «Queste erano le politiche» taglia corto. Anche in Calabria la falce, il martello e la sinistra europea sono saliti al secondo posto nell’Unione «e dopo una campagna elettorale quasi ignorata dai media, ma sempre a contatto con il popolo ed entrando con rispetto ed umiltà nei luoghi del lavoro» precisa il segretario regionale Rocco Tassone. Ultimo dato di questa carrellata, che forse susciterà qualche curiosità. E’ quello di Venezia, dove al Senato Rifondazione ha preso l’8, 4% delle preferenze, mentre alla Camera si è fermata all’1,9%. Sempre che non sia sbagliato il sito internet del Viminale...
Queste elezioni politiche del 2006, che sicuramente passeranno alla storia per più di un motivo, a viale del Policlinico saranno ricordate a lungo, con la speranza di migliorare sempre. Lo ha detto il segretario Bertinotti, se ne rallegra anche Claudio Grassi, neo senatore e coordinatore di “essere comunisti” componente di minoranza del partito: «Si è chiuso uno dei capitoli più bui della nostra storia repubblicana» e il risultato «è complessivamente positivo, perché eccellente al Senato e soddisfacente alla Camera, del Prc»; per Salvatore Cannavò invece, eletto alla Camera e portavoce di “Sinistra critica” «Prodi ha fallito perché l’Unione non ha battuto il berlusconismo e il governo si annuncia fragilissimo: o recupera radicalità di contenuti oppure non durerà. Il Prc cambi linea»; più tranciante la posizione di Marco Ferrando: «La vittoria di strettissima misura conferma quanto “progetto comunista - Sinistra del Prc” ha sottolineato nelle settimane scorse: Romano Prodi si è fatto mettere con le spalle al muro dalle destre. I lavoratori hanno poco da festeggiare».
Andrea Miliuzzi Liberazione, 12 aprile 2006
www.rifondazione.it
| inviato da il 13/4/2006 alle 12:42 | |
12 aprile 2006
Post voto: cresce il PRC
CLAUDIO GRASSI: SCONFITTO BERLUSCONI
DELUDENTE IL RISULTATO DELL’UNIONE NO ALLA GRANDE COALIZIONE

CAMERA DEI DEPUTATI SENATO DELLA REPUBBLICA
Si è finalmente conclusa una giornata elettorale contraddistinta da una incredibile altalena di risultati. Emerge, nell’assegnazione dei seggi, la risicatissima affermazione dell’Unione. È un risultato che assegna dunque la sconfitta del governo di destra, chiude uno dei capitoli più bui della nostra storia repubblicana e offre al Paese la possibilità di un governo di centro-sinistra. Tuttavia i voti percentuali ed assoluti che hanno permesso all’Unione di affermarsi sono assolutamente deludenti, ben inferiori ad ogni aspettativa. Riteniamo che ciò sia la conseguenza dell’incapacità, ampiamente dimostrata dall’Unione soprattutto nelle ultime settimane, di reagire all’offensiva di Berlusconi e di proporre scelte ed opzioni nettamente alternative. Basti pensare al tema della tassazione: di fronte agli attacchi di Berlusconi, l’Unione ha balbettato, totalmente incapace di rivendicare una politica fiscale equa e redistributiva. Siamo fermamente contrari a qualsiasi ipotesi di grande coalizione. È complessivamente positivo, infine, il risultato di Rifondazione Comunista: eccellente al Senato e soddisfacente alla Camera; il che ci permette di guardare con maggiore fiducia ai futuri sviluppi. Nelle prossime ore sarà possibile svolgere un’analisi più articolata e ponderata, anche alla luce di uno scrutinio dei voti dalle circoscrizioni estere non ancora completato.
da www.lernesto.it
| inviato da il 12/4/2006 alle 9:36 | |
9 aprile 2006
Vota comunista

Oggi e domani gli italiani sono chiamati alle urne per il rinnovo dei due rami del Parlamento. Per esercitare il proprio diritto di voto, è necessario recarsi al proprio seggio con tanto di tessera elettorale e documento di identificazione. Il circolo di Rifondazione Comunista invita compagni, amici e simpatizzanti a votare il simbolo del PRC. Per gli elettori di Decimomannu, informiamo tutti che il seggio si trova presso la "Scuola Media Leonardo da Vinci" in Via Eleonora d'Arborea.
VOTA COMUNISTA VOTA RIFONDAZIONE
| inviato da il 9/4/2006 alle 13:27 | |
9 aprile 2006
Al voto - vota Rifondazione comunista

| inviato da il 9/4/2006 alle 13:20 | |
25 febbraio 2006
Bertinotti: «Se vuol combattere si dimetta».
«Per una decenza istituzionale il presidente Pera se vuole svolgere il ruolo di crociato rassegni le dimissioni – taglia corto Fausto Bertinotti, che su questo vedrebbe bene anche un intervento del garante supremo della Repubblica e cioè il presidente Ciampi «perchè – dice - siamo di fronte ad uno strappo istituzionale».
«Rimetta la sua carica – insiste il segretario di Rifondazione - e poi combatta la sua battaglia senza la copertura di una cornice a cui si dà un giudizio di valore. Pensiamo - sottolinea Bertinotti - che questa opera fatta dal presidente del Senato sia una cosa grave per quello che dice mistificando la realtà e rifiutando un rapporto dialogico con le altre civiltà e invece alimentando uno scontro di religione».
dall'Unità
| inviato da il 25/2/2006 alle 15:25 | |
25 febbraio 2006
INFORTUNATI SUL LAVORO – FERRERO: OLTRE AL DANNO LA BEFFA: IL MINISTRO MARONI
Dichiarazione di Paolo Ferrero, responsabile lavoro della Segreteria nazionale di Rifondazione comunista:
“Con il decreto sulla riduzione dei premi Inail nei settori dell'industria, dell'artigianato, terziario ed altre attività il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Roberto Maroni, fa l’ennesimo grosso regalo alle imprese che hanno infortuni e colpisce gli infortunati. Mentre infatti, si tagliano i premi che le imprese devono pagare all’Inail, nello stesso tempo, si registra il blocco, da più di cinque anni degli indennizzi agli infortunati sul lavoro che non vengono neanche adeguati ai dati Istat. Si continua a parlare degli infortuni sul lavoro come una piaga da combattere e si agisce, vergognosamente, in senso contrario sulla pelle dei lavoratori. Ancora una volta il ministro mostra tutta la sua sensibilità sociale.” da www.rifondazione.it
| inviato da il 25/2/2006 alle 15:15 | |
22 febbraio 2006
LEGGE 30: FERRERO A TREU, SUPERAMENTO PRIORITA’ PER I PRIMI 100 GIORNI
LEGGE 30: FERRERO A TREU, SUPERAMENTO PRIORITA’ PER I PRIMI 100 GIORNI
Dichiarazione di Paolo Ferrero della Segreteria nazionale di Rifondazione comunista:
“Il superamento della legge 30 è una priorità che, senza alcun ripensamento, l’Unione dovrà affrontare nei primi 100 giorni del suo governo. Superare la legge 30 vuol dire infatti, non solo cancellare tutta una serie di norme approvate disastrosamente dal centro destra, ma significa soprattutto modificare quel senso comune che tende a rendere il lavoro a tempo indeterminato la condizione di normalità e non di eccezionalità. D'altronde questa scelta è stata già comunemente fatta e sottoscritta nel programma con il quale le forze dell’Unione chiedono il consenso degli elettori. “ www.rifondazione.it
| inviato da il 22/2/2006 alle 18:40 | |
17 febbraio 2006
Oggi Marco Ferrando a Cagliari
Per la difesa e il rilancio dell'opposizione di Classe
Incontro dibattito con
Marco Ferrando
direzione nazionale Prc
Venerdì 17 febbraio
ore 20.00
Via Montesanto 28(sede Sardegna-Palestina)
Sinistra del Prc Sardegna
| inviato da il 17/2/2006 alle 18:0 | |
17 febbraio 2006
comunicati stampa PRC
Dichiarazione di Gennaro Migliore responsabile esteri della Segreteria nazionale di Rifondazione comunista
“Non c’è nessun duello di partecipazione rispetto al corteo sulla Palestina. Rifondazione comunista non aderisce alle rituali manifestazioni proposte da questo cartello da molti anni. In particolare da quando nel maggio 2002 sfilarono vestiti da kamikaze le prime file di questo corteo. Aggiungo che la stragrande maggioranza delle associazioni di solidarietà con la Palestina, dall’Arci alla Fiom, dalla Cgli al Tavolo della Pace ad Action for Peace, non partecipano ad una manifestazione autoreferenziale e priva di un reale scopo positivo nei confronti della causa palestinese. Gli organizzatori vogliono dividere, non unire. In questo contesto, la polemica del Pdci è strumentale ed elettoralistica. Inoltre, desidero precisare sulle false dichiarazioni di numerosi esponenti del Pdci, da Diliberto fino al responsabile esteri, che il testo contenuto nel programma dell’Unione è stato redatto in via definitiva nel novembre scorso, che non è stata modificata una virgola e che la allora strumentale polemica per avere un po’ di visibilità prosegue oggi in maniera ancora più ridicola. Le mie parole possono essere verificate e confrontate con tutti quelli che hanno partecipato, a differenza di Jacopo Venier, a tutte le scritture del programma, dall’onorevole Pia Locatelli, che lo coordinava, a tutti gli altri. E’ ora di avere un atteggiamento di serietà. Prima pensavo semplicemente che Diliberto avesse letto male il programma, oggi penso che ci sia chiara malafede. Il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq è stato uno dei punti su cui si è concluso positivamente l’accordo al tavolo dell’Unione fin dall’inizio”.
GIORDANO SU DICHIARAZIONI RIZZO Dichiarazione dell’On. Franco Giordano capogruppo Rifondazione Comunista alla Camera dei Deputati
“Per ragioni di stile e di igiene politica non abbiamo mai replicato agli ossessivi attacchi a Rifondazione comunista a al suo segretario da parte del Pdci ed in particolare non abbiamo mai replicato alle volgari esternazioni di Marco Rizzo. La manifesta e nota immoralità del personaggio espressasi in vicende politiche interne ed esterne a quelle della politica ci ha indotto e ci indurrà in futuro a non prendere in considerazione le sue dichiarazioni. Ma, a proposito di incompatibilità morale e politica con lo spirito e la lettera dell’Unione, fa specie ascoltare da Rizzo che su un tema delicato e, a noi molto caro come quello della questione palestinese, il nostro comportamento sia dettato da “interessi di poltrone”. Con un transfert psicologico attribuisce a noi quello che lui ha fatto disinvoltamente in passato. Fino a mantenere ben salde le poltrone del governo che entrava in guerra nei Balcani. “
| inviato da il 17/2/2006 alle 17:55 | |
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